Ospedale civile “G. Rummo”, il reparto di rianimazione si conferma nell'eccellenza
Ospedale civile “G. Rummo”, il reparto di rianimazione si conferma nell'eccellenza
Ho vissuto pochissimi giorni fa un’esperienza terribile che tanti hanno subito con sofferenza e molti altri, purtroppo, dovranno affrontare.
Ho perduto la persona più cara, colei che mi donò la vita e, con infinito amore ed immenso sacrificio, mi ha consentito di essere una persona forte, viva, autonoma, libera.
Adesso Lei non è più qui.
Potrei scrivere pagine, pagine ed ancora pagine infinite di quanto amore mi ha dato e di ciò che mi porto dentro, indelebile, forse un domani potrò anche narrarlo, ma quel che conta che possa io trasmetterlo ai miei figli. Ma, attraverso questo giornale, voglio esprimere il mio profondo ringraziamento a quanti l’hanno curata amorevolmente per anni, in particolar modo al dott. Manfredi Luongo che l’ha sempre efficacemente e sapientemente assistita. Desidero, altresì, evidenziare quanto fatto presso l’Ospedale Civile “ G.Rummo”, prima nel Pronto Soccorso con il fattivo intervento del dott. Franco Marchese, poi presso il reparto di Rianimazione nell’estremo tentativo di ridare la vita a chi ormai alla vita stava rinunciando. Non voglio solo porre in risalto la professionalità e la competenza di una squadra capace, efficiente, affidabile, efficace, ma soprattutto l’autentico senso di umanità che pervade questo reparto: rianimazione che nel significato più vivo e pregnante vuol dire attività volta a ridare la vita.
Esprimo, in un momento di così sofferto dolore, il mio più sincero ringraziamento a questi “angeli”, soprattutto nella persona del dott. Giuseppe Miranda che, con energia, guidato da universali valori, è intervenuto , con coraggio e professionalità a “ rianimare” la mia mamma. Ma ancor di più dalla profondità del cuore proviene un fortissimo, intimo e vivo grazie alla dottoressa Silvana Amelio che mi ha insegnato, in un lasso di tempo così breve e così tremendamente tragico, il senso della vita. Io, piccolo presuntuoso, fino a quel momento non avevo appreso nulla; ella, invece, con una spiccata ed ineguagliabile sensibilità, ci ha condotto tutti, accompagnandoci dolcemente per mano al terribile passaggio. Mentre ella descriveva con parole delicate quanto poteva terribilmente accadere, nel suo volto si leggeva la forte sensibilità di persona di rara umanità, perche soffriva silenziosamente con noi. L’abbiamo conosciuta in questa triste esperienza, ma è come se fosse stata sempre con noi. Non potrò mai dimenticare quando mia madre era ormai allo stremo, lei è arrivata in un reparto non suo ed ha colto negli occhi imploranti di un figlio l’impotenza e la ricerca disperata di un miracolo. Violando probabilmente stupide e fredde regole di un codice, scritto da chi non conosce e non comprende la sofferenza, ha donato ciò che sembrava un piccolo sollievo, ma in realtà enorme per chi si stava spegnendo ed una flebile speranza per chi era accanto. Non potrò mai dimenticare un angelo.
Adolfo RAMPONE