06 Ago È morto Francesco Guccini: se ne va una voce libera, quella che non aveva paura di pensare
Francesco Guccini è morto oggi, 6 agosto 2026, a 86 anni. Il cantautore si è spento nella sua casa di Pavana, circondato dalla famiglia.
Con lui non se ne va soltanto uno dei più grandi protagonisti della musica italiana. Se ne va un pezzo di quella cultura popolare che aveva ancora il coraggio di pensare, dubitare, indignarsi e fare domande.
Guccini è stato molto più di un cantautore.
È stato il professore con la chitarra, il poeta da osteria, il narratore di un’Italia capace di essere insieme popolare e colta. Un compagno di viaggio per generazioni cresciute tra le speranze degli anni Sessanta, le lotte politiche, le illusioni e le disillusioni.
In un Paese sempre più abituato agli slogan e alle risposte facili, Guccini ha scelto ostinatamente la strada più difficile: la complessità.
Da “Auschwitz” a “Dio è morto”, da “La locomotiva” a “Canzone per un’amica”, passando per “Radici”, “L’avvelenata” e “Cirano”, ha raccontato la storia e la politica, la provincia e le ingiustizie, l’amore e la memoria.
Ma soprattutto ha raccontato gli esseri umani.
La sua è stata una voce profondamente politica. Non perché avesse bisogno di impartire lezioni, ma perché nelle sue canzoni c’erano sempre la curiosità, la memoria, il conflitto sociale, l’attenzione verso gli ultimi e il rifiuto delle verità preconfezionate.
Una politica fatta di parole, cultura e coscienza civile.
Ed è forse proprio questo che oggi ci manca di più.
Guccini apparteneva a un’Italia nella quale si poteva discutere senza urlare. Un’Italia nella quale essere di sinistra poteva significare studiare, leggere, interrogarsi e provare a capire il mondo prima ancora di pretendere di cambiarlo.
Un’Italia imperfetta, litigiosa, romantica e piena di contraddizioni.
Ma ancora capace di pensare.
Per questo, da una radio che della libertà di pensiero e della cultura ha fatto una parte della propria identità, oggi salutiamo Francesco Guccini con particolare dolore.
La sua voce si è spenta.
Le sue canzoni, per fortuna, no.
E allora niente minuto di silenzio.
Alziamo il volume.
Ciao, Francesco.
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